Del Sig.e Ales:ro Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
2049
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,3str
Organico analitico
Soprano, 2 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Redazione
Roma : copia di Antonio Giuseppe Angelini
Descrizione fisica
1 partitura
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

È probabile che la cantata sia identica alla "Cantata con VV p. il Rè d’Inghilterra" copiata per il Cardinale Benedetto Pamphilj nel 1689. Non in Hanley. Exlibris: "Ex bibliotheca Dr. Fr. Chrysander"

Descrizione analitica

1.1: (sinfonia, si minore, c)
1.2: Allegro (sinfonia, 3/8)
2.1: (recitativo-arioso, si minore, c)
Già lusingato appieno
3.1: (recitativo, c)
Ecco, reggina, io parto
4.1: (aria, Sol maggiore, c)
Cara sposa, io non niego, ch’il core
5.1: (recitativo-arioso, c)
Cada su l’empie schiere
6.1: (aria, si minore, 3/8)
Sento l'aura, che fedele
7.1: (recitativo, c)
Al trono, al trono, sì! Voi nella prole
8.1: (aria, la minore, 3/4)
Se v'è mai, chi fissi il ciglio
8.2: (aria, la minore, 3/8)
Ma se poi vi torna a dire
9.1: (recitativo-arioso, si minore, c)
Disse e baciò la sposa

Trascrizione del testo poetico

Già lusingato appieno
Da Zeffiri, dal mar, dal cielo sereno
Volgeva il piede al legno
L’anglico eroe per ricondursi al regno,
Quando le luci affisse
Nella sposa e nel figlio
E alle voci, che amore
Gl’intonava nel core,
Rese l’eco la lingua e così disse:

Ecco, reggina, io parto.
Serenate il bel ciglio,
E se la fronte lieta
Palesar non potete, ah, fate almeno,
Che s’uccida il dolor, che nasce al seno.

Cara sposa, io non niego, ch’il core
Sia ricetto d’un lieve tormento,
Ma non voglio, ch’un nuovo spavento
Gli dia leggi d’eterno timore.

Cada su l’empie schiere
Il duol, ch’oscura à regio cor la luce.
Voi non temete al regno,
La vittoria mi chiama e Dio m’è duce.
Farò dalle ruine
Sorgere allori al crine
Ed il ribelle orgoglio
Sarà scala di gloria al nostro soglio

Sento l’aura, che fedele
Sussurrando fra le vele
Mi fa invito,
Per ch’io torni al patrio lito,
E spargendo un certo suono
Par, che dica: Al trono, al trono!

Al trono, al trono, sì! Voi nella prole
L’imagine del padre
Contemplate, ò regina!
E quando all’empie squadre
Io portarò ruina,
Cresci o figlio! direte,
Perche su la tua fronte
Lauri ancora più belli il ciel destina.

Se v’è mai, chi fissi il ciglio
Nel mio figlio,
E poi dica: Non è qui
Forse il cor del genitore?
Rispondeteli di sì.

Ma se poi vi torna a dire,
Ch’all’ardire
De ribelli io cederò,
Perche pugno senza core,
Rispondeteli di nò.

Disse e baciò la sposa.
Poi ribaciando il figlio
Partì. Ma sovra il ciglio,
Mentre nasceva il pianto,
À dispetto d’amore frenò il cordoglio
E l’abbortì nel core.
E pria, che trionfasse
Delle nemiche schiere,
Vantò sopra se stessa all’hor quell’alma,
Perche non lagrimò, la prima palma.

Collocazione

Biblioteca
D-Hs — Hamburg, Staats und Universitätsbibliothek Carl von Ossietzky, Musiksammlung (dalla scheda superiore)
Segnatura
M A/252/4

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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