Cantata Ottava

Published

Identification

Record ID
8621
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
P. 108-125 [c. 55-63v] ; 812x623
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Notes

La cantata presenta una paginazione originale e una catulazione più recente realizzata a matita. Nell’aria "Contemplar almen chi s’ama" a p. 124 il copista ha tralasciato di scrivere la fine del verso che precede il testo "Se non è sfogo alla brama".

Analytical description

1.1: Adagio (aria, Sol maggiore, c)
Or che una nube ingrata
2.1: (recitativo, c)
Quando in quel fior
3.1: Lento (aria, sol minore, c)
Senza il misero piacer
4.1: (recitativo, c)
M'intendi? Io tutto dissi
5.1: Andantino (aria, Sol maggiore, c)
Contemplar almen chi s'ama

Poetical text transcription

Or che una nube ingrata,
Del Sol t’asconde i rai,
Quanta pietà mi fai,
Clizia infelice.
Quando in quel fior, che del tuo nome ha i fregi,
Si perde tua beltade, e tua speranza,
Per unica mercede, e sol conforto
De’ tuoi teneri affetti,
Ti fu dal Cielo, e dal destin concesso
Il poter a tua voglia, almen dal suolo
Vagheggiar, nella sfera il tuo bel Nume,
Ma che misera al pari, o Ninfa, o Fiore
Oggi questo piacer, che sol ti resta
A te goder non lice
Or che una nube ingrata,
Del Sol t’asconde i rai,
Quanta pietà mi fai,
Clizia infelice.

Senza il misero piacer,
Di veder quel bel che adori,
Veggo languir tue foglie
Perdersi tua beltà, povero fiore.
Ed or che a me si toglie
Mirar la bella Irene,
Il suo smarrito bene,
Anche ne’ danni tuoi piange il mio core.

M’intendi? Io tutto dissi ahi qual tormento!
Sai tu bel fiore amante,
Sai tu Ninfa gentil che in lui t’ascondi,
Perchè di tue sventure,
Perchè de’ mali tuoi tanto mi duole?
Provo quelle in me stesso,
Questi in me stesso io sento Irene oh Dio
Irene chìè il mio sol, Irene amata,
Che a me si tragge e’l di cui moto io sieguo
Veder non posso, ed il vederla almeno,
Era il solo piacer degl’occhi miei,
Questo è il solo pensier che somiglianti
Rende gli affanni tuoi ai danni miei
E rende i miei tormenti a’ mali tuoi
Qual somiglianza oh Dio.
Tu la luce del Sol scorger non puoi,
Irene almen vedere, ahi, non poss’io.

Contemplar almen chi s’ama
È diletto dell’affetto
Se non è bella mercede
Del desir d’amante cor.
Se non è sfogo alla brama
È però premio alla fede
Bel ristoro è dell’amor.

Location

Library
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (from parent record)
Shelfmark
6.3.4 olim Cantate 233(2)/8

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Reference works

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

Related persons

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Metastasio, Pietro autore del testo per musica