17 Ap.le 1702 Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Clori allor ch’io ti vidi
Su le morbide piume
Tra languida e vezzosa
Dal temerario insulto
Dela tua febre ria cercar ristoro
Prima nel tuo bel volto i lumi affissi
Poi mi volsi a me stesso e cosi dissi.
Occhi, che mai vedeste?
Che bellezze son queste?
Se a la febre soggiace
Beltà mortal rassembra,
Ma il bel di quelle membra
Ha sembianza fatale
Partenope non è di Cipro è il Lido.
Quanto devi o bella Clori
Al tenor de la tua stella.
Serbi sempre i tuoi splendori
Ed inferma ancor sei bella.
Già ti veggio risorta,
Ed’alla tua beltà
Ridir vorrei con sincero consiglio
I sensi miei a bastanza il trionfo
Riportasti del’Alme.
Lascia di far più prede,
Che dela tua possanza
Tanti lasci e ferite a noi fan fede.
Se la vuoi ne mali tuoi
Habbi ancor d’altrui pietà.
E il tuo bel che a tutti piace
Di quel male a cui soggiace
È maggior il mal che fa.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore